VIAGGIO VERSO
IL SERENO

Illustrazione di copertina

di Francesca D'Ottavi
Pagg. 232
Data di pubblicazione: giugno 2017
Edizioni LAPIS
Prezzo Euro 12,50

Si tratta della ristampa dello stesso libro pubblicato nel 2006 dalla Einaudi Ragazzi, tolto dall'oblio dei "Fuori catalogo" dalla LAPIS

 

argomento

Nel maggio del 1940 un battello fluviale bulgaro, il "Pentcho", partì da Bratislava con a bordo un gruppo di ebrei di varie nazionalità, diretto in Palestina.
I cinquecento profughi, navigando lungo il Danubio, dopo mille peripezie raggiunsero il Mar Nero. Proseguirono poi fino al Mar Egeo, ma naufragarono e si salvarono a stento su un'isola deserta.
Questo libro si ispira alla vicenda storica del "Pentcho", vista con gli occhi di un gruppo di ragazzi che presero parte a quello straordinario avventuroso viaggio.

dalla seconda di copertina

È una notte del 1940 quando il Pentcho salpa da Bratislava diretto in Palestina, carico di ebrei di varie nazionalità, in fuga dalla furia nazista. Un gruppo di giovani ha adibito al trasporto passeggeri un battello fluviale per il trasporto merci. Inizia così la turbolenta avventura di sette ragazzi, in un viaggio denso di pericoli e imprevisti, ma anche di giochi, nuotate, nuovi amori

comincia così...

Heidi si arrampicò per la centesima volta sul letto di Moses
- Dormi?
- Ma come faccio a dormire se mi svegli continuamente?
- Sei sicuro che non sia l'ora?
- Te l'ho detto mille volte: viene la mamma a chiamarci.
Si voltò verso la parete fingendo di riaddormentarsi, ma ormai anche lui, da tempo, fissava il riquadro della finestra spoglio di tende, cercando di carpire la prima luce dell'alba.
La stanza non sembrava più la stessa, priva dei disegni appesi alle pareti, dei libri, dei giocattoli. I vetri però gli piacevano di più così nudi, senza le tendine bianche che gli lasciavano vedere il cielo sotto una velatura lattiginosa.

Finalmente aveva smesso di piovere. Ora poteva scorgere nitidamente in alto il profilo dell'antico castello e sopra un firmamento punteggiato di stelle luminosissime, come appaiono a volte nelle notti di maggio a far compagnia alle lucciole.
Moses cominciava a sentire cauti rumori provenienti dalla cucina e dalla camera di Judith, la sorella più grande. Si era sparso in tutta la casa l'odore dei biscotti alla cannella che la mamma stava preparando per il lungo, misterioso viaggio.
Si sforzò di tenere gli occhi aperti, ma il sonno lo vinse. Gli parve passato appena un attimo, quando la mamma gridò dalla porta: «Sveglia, ragazzi, è l'ora! Andate a lavarvi e poi vestitevi, intanto preparo la colazione».
Helene faceva di tutto per far sembrare quello un giorno come un altro, ma la preoccupazione per ciò che stava affrontando con Martin e con i figli la riempiva di ansia. Da appena due anni avevano lasciato Vienna per approdare in Cecoslovacchía, e ora l'ombra minacciosa di Hitler li spingeva a fuggire di nuovo.
Le valigie erano preparate in cima alle scale, le stanze scrupolosamente pulite, le chiavi infilate nella serratura, pronte per essere consegnate al padrone di casa.
Seduti intorno alla grande tavola di cucina per l'ultima volta, fecero colazione in silenzio. 

  Il riquadro della finestra mostrava ora un cielo grigio e lacrimoso; sembrava che le nuvole fossero scese fino a toccare i tetti delle case, coprendo con una coltre di cenere l'immagine del castello. Dove erano finite le stelle luminose che brillavano vivide poche ore prima? Moses ricordò uno dei tanti proverbi della nonna tedesca: Sereno rifatto di notte, vale quanto tre pere cotte.
«Coraggio, andiamo» mormorò Martin, togliendosi dal capo la kippah. Un colpo di tosse nascose la sua commozione. Senza parlare ciascuno prese il suo zaino, le borse, la valigia, la sacca con i documenti e gli oggetti preziosi, il cesto con pane, biscotti e poche altre provviste.

 

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