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argomento

La storia prende lo spunto da un episodio di caccia alle streghe realmente accaduto in un paese dell'entroterra ligure alla fine del '500. Protagonista è Bettina, nipote di una delle donne accusate di stregoneria, che si trova coinvolta in una fuga avventurosa e piena di incognite fra la Repubblica di Genova e la Toscana Granducale.

 dalla quarta di copertina

In una mattina d'estate dell'anno 1587, per Bettina che vive serena con la nonna in un paese dell'entroterra ligure, tutto cambia all'improvviso. In poche ore la bambina è costretta alla fuga, travestita da ragazzo, in un percorso costellato da pericoli e da avventure: dalla caccia alle streghe di cui è vittima indiretta e inconsapevole all'incontro con i parenti nel quartiere ebraico di Genova, fino all'avventurosa fuga a Firenze e all'apprendistato nella bottega di orafo che fu del Cellini. Qui, sempre sotto le spoglie di un ragazzo, diviene apprendista e si innamora del giovane figlio dell'artigiano. Testimone delle nozze fastose del Granduca, riesce a sventare un complotto ai danni di una nobile fanciulla fiorentina, ma gli eventi precipitano e il segreto di Bettina viene scoperto. Un appassionante romanzo ambientato negli anni bui della caccia alle streghe, arricchito dalle colte illustrazioni di Gianni de Conno.

QUANDO SOFFIA IL VENTO DELLE STREGHE

Illustrazioni di Gianni De Conno
Collana "I nuovi ottagoni" junior

pagg. 120
Data di pubblicazione:
settembre 2000
Casa Editrice FATATRAC-Firenze
Prezzo: Euro 9,50

comincia così...

Bettina, in quella mattina d'estate del 1587, stava avviandosi per portare la vacca al pascolo con un pezzo di pane secco in una tasca e la gattina nell'altra, quando provenienti dal paese giunsero affannate Cattarina e Luchina.
- C'è la nonna? - chiesero insieme.La bambina chiamò. Maria si fece sull'uscio, finendo di appuntarsi con le forcine d'osso la grossa treccia, che aveva ancora scura, appena striata da qualche filo d'argento. Il volto largo, vivacizzato da due occhi neri e vividi d'intelligenza, si era aperto al sorriso nel riconoscere le due ragazze, figlie della sua amica prediletta.
- Oh, Maria, se sapessi!
- Che è successo?

- Ormai lo dicono tutti; hanno trovato di chi è la colpa...

- La colpa di che? - chiese la donna, improvvisamente allarmata.

- Delle nostre disgrazie! Della carestia, no?

E Cattarina le si avvicinò quasi furtiva, mormorandole all'orecchio: - Sono state le bagiue, le streghe, a fare il maleficio! 

- Ma che dite? Queste sono sciocchezze! E voi ci credete?

- Lo sanno tutti che le streghe ammazzano i bambini, sono amiche del diavolo e fanno venire le carestie e la fame!

Mentre le due ragazze parlavano si guardavano attorno, quasi timorose che una bàgiua spuntasse all'improvviso sull'aia. 

- E chi sarebbero queste streghe?
- Mah! Dicono che molti lo sanno e ne faranno i nomi quando si riunisce in piazza il Parlamento...
Maria impallidì fino a sembrare di cera. - Figlie mie, ascoltatemi - disse con affanno - fuggite da Triora finché siete in tempo! 
Cattarina e Luchina la guardarono stranite. Un'ombra di diffidenza comparve sui loro volti. Si voltarono rapide e senza salutare ripresero   il sentiero, sparendo oltre la prima porta del paese.
Bettina rimasta immobile, incurante della vacca che si era avviata per conto suo verso l'abituale pascolo, chiese con un filo di voce: - Nonna, che succede? Ci sono le streghe qui a Triora?

 

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