LA ROSA ROSSA
Il sogno di Rosa Luxemburg

Illustrazioni di
Emanuela Orciari
Pagg. 160

Data di pubblicazione
febbraio 2004

Collana " SIRENE" 

Edizioni EL

Collana "Storie e rime"

Einaudi Ragazzi

Prezzo  Euro 12,00

argomento

"Rosa Luxemburg visse fra la fine dell'ottocento e i primi del novecento e fu una delle più lucide e appassionate teoriche del socialismo. La sua vita fu lo specchio dei suoi ideali; più volte imprigionata per l'impegno pacifista, pagò con la vita la lotta a favore degli oppressi e dei diseredati. Questo libro narra, basandosi soprattutto sulle sue straordinarie lettere scritte dal carcere, la vita di una donna  e di una rivoluzionaria che non deve essere mai dimenticata."

dalla quarta di copertina

Ha diciotto anni, Rosa Luxemburg, quando lascia da clandestina la sua famiglia, la sua terra, i suoi amici.
Ha un sogno nel cuore.
Non è più una bambina, come pensa sua madre, e ormai ha deciso: lotterà per tutta la vita, con le armi del coraggio, dell'intelligenza, della passione. Conoscerà il carcere duro, rinuncerà alla felicità di una vita normale, di un figlio, per costruire insieme a tanti altri un mondo migliore. Un mondo senza fame, né miseria, né guerra, dove libertà e giustizia non siano soltanto parole.

comincia così...

Lina si siede con un sospiro di sollievo sul vecchio divano nel piccolo studio di Elias. E' una tranquilla sera d'ottobre del 1874. 
Quando il marito è in Germania, dove va spesso per seguire il commercio di legnami ereditato dal suoi, lei ne approfitta per riposarsi delle fatiche della giornata nella stanza pi
ù tranquilla dell'appartamento. Nana, la premurosa tata venuta con loro da Zamość cittadina del sud della Polonia russa, prepara la cena. Lina accende il lume sul tavolino e si immerge nella lettura del suo amato Schiller. 

 Dopo qualche minuto, il silenzio che la circonda le desta una certa preoccupazione: si meraviglia di non avere fra le gonne la sua piccolina, Rosalia, che tutti in casa chiamano Rosa, con il suo incessante chiacchierio condito di domande e osservazioni.
- Rosa? - chiama prima piano, poi sempre più allarmata.
- Hai visto Rosa? - chiede al figlio Joseph che attraversa di corsa il grande ingresso.
- Si è
messa in un angolo, in camera, e non vuole giocare con me! - protesta il ragazzo.
Lina va a vedere: la piccolina è l
ì, addossata alla parete, con il faccino serio, un po' increspato, quasi stesse per piangere; i grandi occhi scuri a mandorla brillano lucenti in quell’angolo disadorno.
- Rosa, Rosetta, che fai l
ì da sola? Vieni dalla tua mamma...

La bambina si alza e cerca di venirle incontro, ma un’espressione di dolore le trasfigura il piccolo viso impallidito. Si ributta a sedere di colpo.
- Cosa c'è? Che hai? - chiede Lina spaventata.
- Mi fa tanto male... - sussurra la bambina cercando di ricacciare le lacrime.
- Qui... - e si tocca l'anca destra. Subito Lina la prende in braccio, la stende sul letto matrimoniale e manda Nana a chiamare un medico. Si sono trasferiti da poco, non conosce ancora nessuno a Varsavia, né fra i connazionali polacchi né fra gli occupanti russi, perciò le dà qualche rublo perché prenda una carrozza e cerchi un dottore all'ospedale.
 

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