LE AVVENTURE DI RICCARDO CUOR DI CAVALLO

Illustrazione di copertina
Francesca D'Ottavi
Pagg. 192
Data di pubblicazione: giugno 2016
Edizioni LAPIS
Prezzo Euro 10

Si tratta della ristampa del libro "Mai più crociate" pubblicato nel 2002 dalla Fatatrac, tolto dall'oblio dei "Fuori catalogo" dalla LAPIS

argomento

Inghiterra, fine del XII secolo.

Il re Riccardo Cuor di Leone si prepara a partire per le Crociate. Suo figlio naturale, che si chiama Riccardo come lui, è cresciuto tra i girovaghi, divenendo abile con i cavalli e svelto ad imparare.  I loro destini si intrecceranno presto, tra guerre e briganti, tempeste in mare, travestimenti e incontri inattesi.  Un'avventura travolgente che restituisce l'affresco di un mondo ricco ecomplesso.

dalla quarta di copertina

"Lui ha detto di essere il figlio del Re e non abbiamo motivo di non credergli... Guardate il suo aspetto nobile, i suoi panni eleganti..." continuava intanto Oscar usando, per essere più divertente, il linguaggio dei padroni. Riccardo cercò di sottrarsi a cquel tormento, ma Oscar lo prese per la collottola e lo spinse di nuovo avanti pregustando il gran finale: "Ho il supremo onore di presentarvi... Riccardo Cuor di Cavallo!". Una colossale risata accolse questo annuncio, seguita da sghignazzi e battute oscene.

Nel grande affresco delle Crociate una storia di coraggio e lealtà, di riscatto e amore per la verità contro tutti i pregiudizi.

 comincia così…

Dove si racconta cosa accadde prima che Riccardo nascesse.

La storia di Riccardo iniziò prima di lui, con una ragazza piena di sogni e un boccale d'argento custodito con cura. Iniziò con Gemma che, con un senso di pena, alla luce incerta delle braci che rosseggiavano sulla pietra del focolare, dava un'ultima occhiata alla sua misera stamberga formata da una sola stanza. Aveva aspettato la sera con ansia crescente: era stato difficile non far trapelare nulla all'occhio acuto di sua madre e comportarsi come il solito. Infine il momento era arrivato. Il padre e i fratelli ronfavano già pesantemente, ubriachi di birra dopo la giornata di festa. La mamma si era da poco coricata, raccomandandole di coprire il fuoco con la cenere. Gemma compì la sua consueta faccenda serale con scrupolo, attenta a custodire il fuoco per non farlo spegnere, ma anche in modo da impedirgli di divampare. Nella stanza allora fu buio. Quatta quatta afferrò il fagotto già preparato con le sue poche cose, assicurandosi per la centesima volta che ci fosse il boccale d'argento e scivolò fuori nella notte già incombente. 
In silenzio Crispino, il merciaio ambulante, le fece cenno di salire sul carro e di nascondersi sotto le stoffe. Il carro parti traballando, trascinato a stento dal ronzino che pareva allo stremo delle forze ancor prima di iniziare il viaggio. Era la notte che chiudeva una calda domenica di agosto dell'anno 1176. Si era celebrata nei territori intorno alla foresta di Nottingham la grande festa del Ringraziamento per il raccolto estivo; anche se i prodotti faticosamente strappati alla terra non arrivavano sulle tavole dei contadini, il feudatario concedeva almeno una giornata di riposo, con cibo a volontà, tornei rusticani, canti e danze. Per l'occasione accorrevano girovaghi, ciarlatani, giocolieri, ladri e accattoni di ogni tipo, ma anche venditori di pelli e di bestiame, di nastri e di stoffe che attraevano ognuno per la loro parte uomini e donne. Crispino, un ometto con una gobba appariscente e un volto pallido e triste poco adatto al suo mestiere di venditore ambulante, era il preferito di Gemma…
 

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