MATILDE DI CANOSSA
e la freccia avvelenata

Illustrazioni di Alfredo Belli 

pagg. 152
Data di pubblicazione:
dicembre 2014
Edizioni LAPIS
Prezzo Euro 8,50

argomento 

E’ una storia che si svolge nell’anno mille: la storia di una bambina che divenne poi uno dei più importanti e famosi personaggi del medioevo, in un periodo storico turbolento e dilaniato dalle guerre e dalle lotte intestine in cui le donne non avevano alcuna voce in capitolo.
Le vicende narrate sono accadute veramente  a testimonianza di come i bambini, allora come ora, non sono mai risparmiati dalla violenza dei potenti

dalla quarta di copertina

Canossa, XI secolo d.C.
Matilde, futura Grancontessa, signora di Canossa e di Toscana, pur essendo una bambina nasconde un terribile segreto. Solo lei e il suo amico Tebaldo, infatti, sanno quello che è successo davvero nel bosco in cui il potente Bonifacio è stato colpito da una freccia avvelenata, solo loro hanno potuto vedere i primi segni di una congiura spaventosa.

Nei grandi palazzi di Mantova, Canossa, Firenze e perfino di Goslar, in Germania, sullo sfondo di viaggi avventurosi, matrimoni tra potenti, intrighi e cospirazioni, cresce l'amicizia fortissima e rara tra una piccola principessa ribelle e un giovane servitore coraggioso.

comincia così...

Il castello di Canossa
Da poco è passata la metà dell'anno mille.
La corte dei Canossa, la potentissima famiglia feudale imparentata con principi, imperatori e persino papi, ha lasciato Mantova in primavera. La Grancontessa Beatrice, rimasta sola con la figlia più piccola per un incredibile susseguirsi di tragici eventi, ha deciso di ritornare a vivere nel castello dove un tempo era entrata sposa piena di speranze. Per la prima volta Matilde, nei suoi otto anni di vita, affronta un viaggio. È molto contenta di partire, di lasciare finalmente il luogo dove ha vissuto tante tante terribili esperienze.
La bambina ha sentito parlare di Canossa un sacco di volte da Berta, la sua nutrice, che è cresciuta in quelle terre. Le sue descrizioni hanno sempre suscitato in lei una viva curiosità.

La sera in cui ha saputo da sua madre che sarebbero partite molto presto per quella nuova dimora non è riuscita ad addormentarsi e quando ha sentito la nutrice infilarsi nel suo lettuccio vicino alla porta subito chiamato: «Berta...».

«Che vuoi?» ha bofonchiato la donna.  «Dormi!»

«Hai sentito che torneremo a Canossa?».

«Sì, Nostro Signore ha ascoltato le mie preghiere».

«Berta…».

«Ti decidi a dormire?».

«Mi racconti di nuovo come è Canossa?».

«È il posto più bello del mondo. Quando si sale al castello sembra di arrivare fino al cielo! Dalla rocca si possono vedere tutti i possedimenti della tua famiglia, da Mantova alla Toscana».

«Tu abitavi lì?».

«Prima stavo nel villaggio che era in basso nel bosco, fuori dalle mura; ma poi tua madre, quando sei nata, volle che andassi a vivere nel castello».

«A Canossa verrà anche il mio precettore, fra Donizone?».

«Certo, un giorno sarei tu la Grancontessa e devi essere istruita».

«E porteremo con noi la cuoca?».

«Ma senti che domande! Che t'importa della cuoca? Certo che verrà, insieme a quasi tutta la gente che vive qui».

"Cosa salterà mai in testa a quella bambina? "Si è chiesta Berta" proprio di quella chiacchierona si deve preoccupare?".

Non ha pensato che per Matilde la cuoca non è una qualsiasi delle molte persone al servizio della sua famiglia: è la parente con cui ora vive Tebaldo, il suo amico segreto, il compagno che ha condiviso con lei la tragica esperienza di due anni prima.

"Allora con la zia verrà anche Tebaldo" ha pensato Matilde infatti contenta, cacciandosi sotto le coperte con un soddisfatto: «Buonanotte».

 

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