argomento

La vicenda si snoda nei due anni che segnarono profondamente l’Italia in guerra dal 1943 al 1945, visti con gli occhi di un gruppo di ragazzi che si trovarono isolati nel Bellunese, ignari che quel territorio era stato annesso alla Germania di Hitler. La vita di ogni giorno, i giochi, la scuola, le amicizie, le sorprese, si snoda accanto alle tragiche vicende della guerra, raccontate dalla voce metallica di una radio clandestina: Radio Londra.

 dalla quarta di copertina

Estate del 1943, ultimi giorni di scuola: all'improvviso tutto appare strano e inquietante. Laura parte con la mamma prima che la scuola chiuda senza sapere perché e si ritrova in montagna nella casa dei nonni. Dopo un po' arrivano altri bambini, alcuni conosciuti, altri nuovi. Si forma un gruppetto di amici che passano insieme quella strana estate tra giochi e avvenimenti misteriosi sottolineati dai silenzi degli adulti. Poi arrivano i giorni bui: la caccia ai partigiani nascosti in montagna, il paese isolato, la paura, le rappresaglie. Unico legame con il resto del mondo e insieme speranza in un domani migliore, una vecchia radio nascosta nell'armadio del nonno: ta... ta... ta... ta... parla Londra. La guerra, la Resistenza, l'èra della radio: la bambina di allora racconta.

QUI RADIO LONDRA
l'aquila vola

Illustrazioni di Emanuela Orciari
Pagg. 96
Data di pubblicazione: marzo 2008
Collana "I nuovi Ottagoni" 
FATATRAC — Firenze
Prezzo Euro 11,00

comincia così...

UNA PARTENZA IMPROVVISA

La mamma venne a prenderla a scuola prima che finisse la mattinata. Entrò suor Celeste a chiamarla e le compagne la guardarono con curiosità: forse aveva combinato qualcosa e la portavano dalla superiora?
Poco tempo dopo il portone del convento si era chiuso alle sue spalle e lei era fuori con la mamma. Miriam pallidissima, camminava svelta e Laura faceva fatica a starle dietro.
Quando arrivarono a casa dopo aver salito rapidamente tutte le scale (stavano al quarto piano) Miriam quasi senza fiato disse: - Partiamo fra poco, andiamo dal nonno.
Ma io devo finire la scuola! - Protestò Laura.
Ho parlato con le suore, sei brava e mi hanno già dato la tua pagella, sei promossa.

- Ma perché non possiamo aspettare almeno fino alla fine dell'anno?
La mamma non rispose. In quel momento arrivò papà. Indossava la divisa militare; era stato richiamato poco dopo lo scoppio della guerra e ora era a casa in licenza per una ferita.- Papà, ma cosa succede? La mamma ha detto che dobbiamo partire oggi. lo ci vado volentieri dal nonno, però...
- Laura, ormai sei una bambina grande, cerca di capire: io domani devo tornare al fronte e voglio che tu e la mamma stiate in un posto sicuro. Qui ormai quasi tutte le notti suona l'allarme; per fortuna fino ad oggi non hanno bombardato. Dal nonno non c'è questo pericolo, forse quel paesino non l'hanno nemmeno sulle carte geografiche!
Ma vieni anche tu con noi?
Lo sai che non posso. Appena finirà tutto questo verrò subito a prendervi, te lo prometto. 

 Oggi va su con la macchina uno che conosco, così potrete fare un viaggio comodo e non cambiare tante volte il treno e poi aspettare la corriera...
Miriam intanto era andata in camera a finire di fare la valigia.
- Hai preso anche i miei libri e il bambolotto e le costruzioni e le pentoline?
- Non possiamo portare tanta roba. Prendi la borsa verde e mettici quello che vuoi, ma qualcosa devi lasciare.
Così cominciò per Laura l'estate del '43.

 

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