DIARIO ALLO SPECCHIO

Illustrazioni di
Michel Fuzellier
Collana
"Lettere e  diari"
Pagg. 128

Data di pubblicazione
aprile 2005

 

Edizioni EL

Prezzo  Euro 5,90

argomento

Perchè lasciar vuote in estate le pagine del diario scolastico? È molto meglio scriverci quello che ti succede nei mesi di vacanza! Peccato che quella di Carlotta si presenti subito molto deprimente: anziché portarla in Corsica, la mamma ha accettato di riordinare un vecchio archivio in un paesino delle Dolomiti. Carlotta la deve seguire, ma è decisa a farle pagar caro il cambio di programma.

Però le cose non sono sempre brutte come sembrano: Carlotta incontra nuovi amici e scopre il quaderno di una sua coetanea scritto un secolo prima. Così, di pari passo, troveranno posto nel suo diario scolastico, le cronache di una bambina di oggi e quelle di Caterina, partita da sola per la “Merica” un secolo fa.

Non c’è niente di meglio che incontrare un’amica in uno specchio lontano, per riconciliarsi col mondo.

dalla quarta di copertina

Caro diario estivo, eccomi qua,  confinata in un'assurda località di montagna, a frugare in un armadio pieno di vecchie scartoffie! Qualcuno mi sa dire cosa ho fatto di male per meritarmi una madre come la mia?
Che invece di portarmi in Corsica - come promesso - mi trascina qui a farle da aiutante-archivista?
L'unica consolazione è che ho conosciuto Toni che è simpaticissimo e anche carino, e mi sa che un po' gli piaccio. E poi frugando nell'armadio ho trovato un diario tipo il mio, solo più vecchio. L'ha scritto una ragazza della mia età, nel 1904.
Si chiamava Caterina... 

comincia così...

10 giugno 2004  Oggi è l'ultimo giorno di scuola. Per fortuna ci sono le elezioni, così abbiamo chiuso prima. In fondo non mi sono trovata tanto male in prima media: sarà perché più o meno i compagni erano gli stessi delle elementari, e i prof (al plurale dovrebbe fare profs?) non erano le belve che mi aspettavo. Comunque, essere in vacanza è molto meglio. t stato un sollievo lasciare la vecchia aula prefabbricata, calda da morire. dato che le veneziane vengono giù tutte storte tipo ventaglio e fanno passare il sole con effetto serra. Pensare che a settembre andrò in seconda media! Come lo so? Perché sono la cocca della prof Talamini, che adora quello che scrivo e non mi abbandonerebbe mai in un'altra classe! La mamma, per festeggiare l'inizio delle vacanze, mi porta sempre a mangiare fuori; tanto per cambiare, andremo al ristorante vegetariano. 

Sono venuta direttamente da scuola alla biblioteca, dove lei lavora nello stanzone degli incunaboli (che non è una parolaccia, indica dei libri vecchissimi), ma come sempre è in ritardo.  La signora che sta al banco dei prestiti mi ha fatto sedere al solito tavolino nell'angolo, e mentre aspettavo ho cominciato a scrivere, con tutti i pennarelli, nel diario scolastico super che mi ha regalato papà VIVA LE VACANZE!!! a sfumature arcobaleno. È un peccato, dopo la metà di giugno, lasciare tutte quelle belle pagine vuote! Anzi, ora che ci penso: e se le usassi per scrivere un DIARIO ESTIVO?

11 giugno 2004  Non credevo di iniziare il mio DIARIO ESTIVO raccontando una delle giornate più nere dell'anno. Quando ieri la mamma è finalmente comparsa tutta affannata, col nodo dei capelli infilzato da una matita come un gomitolo di lana, ho capito subito che tirava una brutta aria. 
Intanto ha proposto tutta giuliva di andare al Granchio Rosso e io ho chiesto come mai non al solito Funghi e Carote. -Ogni tanto un bel fritto di pesce... -ha detto. Poi non ha più aperto bocca fino a quando ci siamo sedute. Io aspettavo con una certa preoccupazione, perché la sua faccia non prometteva nulla di buono. Ha cominciato a sbriciolare un grissino, come fa quando è nervosa. Poi alla fine il rospo è venuto fuori: NON POSSIAMO PIÙ ANDARE IN CORSICA. -Come?! Me l'avevi promesso! -ho protestato. E dire che per andare con lei in Corsica, a luglio, avevo scombussolato tutti i piani a papà. Ora lui non è più recuperabile, perché ha già fissato di partire con quell’odiosa Beba per non so quale posto lontanissimo!

 Mia madre doveva sapere di avermela fatta grossa; infatti mi ha guardato con aria avvilita, ha tirato fuori il noto tono convincente e responsabile, da adulta a adulta, del tipo: «Carlotta, ormai sei grande, devi capire ecc.» e mi ha detto con voce dolente che il suo direttore le ha dato un incarico molto importante. Si tratta di un lavoro che le interessa e che le permette di arrotondare lo stipendio, a cui non può rinunciare... 

 

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