argomento

Il libro narra le avventure, ambientate nel '300, di un ragazzino, Lorenzo, che fa un insolito mestiere di famiglia: il corriere di posta; un mestiere che segnò l'inizio del trasporto postale fra le persona e che in questo caso si è rivelato pieno di avventure e di pericoli. Su e giù per la strada Francigena, in compagnia di soldati di Ventura, ostaggi, cavalieri di Giostre, nobili e popolani, Lorenzo difende a tutti i costi la sua sacca di posta e scopre il valore della parola scritta, dell'amicizia e dell'amore.

 dalla quarta di copertina

Circa alla metà del '300, un secolo caratterizzato da guerre infinite, violenze, saccheggi e da una terribile epidemia di peste che decimò la popolazione di tutta Europa, Lorenzo, un ragazzino veneziano scampato, unico della sua famiglia, alla cosiddetta Morte Nera, compie il suo primo viaggio al seguito dello zio, Corriere di Posta, che lo porta ad attraversare tutta l'Italia diretto ad Avignone. Un cammino pieno di avventure, attraverso conventi e castelli, giostre e tornei e ricco di incontri di ogni tipo: fanciulle 

IL CORRIERE DELL'ARCOBALENO

Illustrazioni di Pia Valentinis
Collana "I nuovi ottagoni" junior

Pagg. 120
Data di pubblicazione: aprile 2004
Casa Editrice FATARAC-Firenze
Prezzo Euro 9,50

 promesse spose loro malgrado, mercenari feroci che lo prenderanno in ostaggio, povera gente che offrirà aiuto e incoraggiamento. Con la sua sacca ricamata con un arcobaleno, colma di lettere da recapitare e simbolo di unione tra i popoli, Lorenzo si fa paladino e strenuo difensore della parola scritta, che può essere così potente da avere la meglio persino sulla ferocia delle armi. Un nuovo appassionante romanzo storico di Vanna Cercenà, magistralmente illustrato da Pia Valentinis, premio Andersen come migliore illustratrice.

comincia così...

LA FANCIULLA MISTERIOSA

Lorenzo si svegliò che era ancora buio. Per qualche secondo non riuscì a rammentare dove si trovasse, poi alla luce di una fiaccola che schiariva l'arco della stanza, cominciò a individuare la sagoma dello zio e quelle dello stalliere e del servo che ronfavano vicino; ricordò che erano nella casa di un mercante di Siena.

Per una vecchia abitudine si tastò il corpo, provando ogni volta lo stesso sollievo misto al dolore dei ricordi, nell'incontrare solo le sue magre asciuttezze: nessuna escrescenza, nessun bubbone! Era dunque vero quello che si diceva in giro: la terribile peste aveva concluso il suo viaggio, dopo che la sua falce inesorabile aveva mietuto senza pietà intere famiglie. Accanto, lo zio Nane si rigirò nel sonno con una specie di piccolo lamento. Forse stava sognando la sposa bambina perduta in poche ore per la spaventosa epidemia. Rimasto solo da quando il padre e il fratello maggiore se li era portati via la Morte Nera, aveva fatto di tutto per non arrendersi alla malasorte e continuare l'attività della sua famiglia, assai vantaggiosa sia in compensi sia nella considerazione sociale. I Dell'Arco infatti si erano fatti un nome a Venezia come affidabili Corrieri di posta.

  Nane era stato molto incerto se cominciare a portarsi dietro il nipote tredicenne, ma, un po' per le insistenze del ragazzo e un po' perché era tempo che cominciasse a imparare il mestiere, lo aveva preso con sé assieme a uno stalliere e un servo.

A Siena erano giunti il giorno prima e avevano trovato ospitalità in quella stanza fredda e disadorna, ma senz'altro migliore degli androni pieni di pulci e di ubriachi delle locande disseminate lungo le strade dei pellegrini.

 

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